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20100122

Il gatto e il gomitolo




Favola di Nicola Lisi (1933)


Un gatto trovò un gomitolo di spago e presone con la bocca il capo si divertiva, correndo in qua e là, a veder rotolare la palla mentre si sdipanava.

Quando l'ebbe completamente disfatta si propose di rifare il gomitolo. Radunò tutto il filo ingarbugliato e poi vi saltò sopra ad annaspare ma, invece di riuscire nello scopo che s'era proposto, vi rimase impigliato con le zampe e non gli fu possibile di sortir da quella trappola...

Si dimostra la gran differenza tra il distruggere e il costruire, e com'è assai difficile il conseguire un tale doppio intento.



20090317

... poche parole




L'aquila e la Luna - Nicola Lisi

L'aquila emigrata da altre terre, dopo aver scorrazzato a lungo su una catena di montagne, trovò in una fenditura coperta, sulla più alta cima, la tana bramata. Aguzzando gli occhi nel vuoto si disse: - Ecco che veramente sono diventata regina: il mio dominio è su tutto e tutti. In quel mentre da un'altura di faccia si svincolò la Luna piena, per trionfare dopo alcuni istanti in cielo e sulla terra. Allora l'esaltazione orgogliosa dell'aquila si cangiò in una umiliazione insopportabile. Come ora le sembrava di trovarsi in un luogo basso e oscuro! Volle innalzarsi fin sopra a lei. Si librò in aria proseguendo maestosa, ma nonostante il perfetto accordo dell'orgoglio con la volontà, giunse tempo in cui, prostrata dalla stanchezza, non poté continuare nel volo.
Senza più alcuna speranza si abbandonò al cedimento dell'aria riequilibrandosi soltanto allorché vide tremolare sotto di sé, nello sconosciuto mare, quella che credette un'altra Luna. - Su di te almeno mi poserò, - gridò l'aquila ributtandosi in basso a capofitto e aggiustando i rostri per agguantarla. Fu presa invece dai flutti e subito divorata dai cupidi pesci.

L'alto annichilisce il superbo, e la sua potenza, riflessa in basso, lo attira e lo punisce.

20081117

Vedi sotto

Sotto, a scelta:

L'adulazione è come l'acqua di Colonia: è da annusare, non da bere (losh Billings)

Nessuno merita lodi per la sua bontà, se non ha la forza di essere cattivo. (La Rochefoucauld)


La volpe e il corvo - Fedro

Chi si compiace di essere lodato da ingannevoli parole paga il turpe fio con tardivo pentimento.

Un corvo, volendo mangiare un pezzo di formaggio portato via da una finestra, mentre se ne stava su un alto albero, ecco che lo vede una volpe che senz'altro cominciò a dirgli:

«O qual'è la lucidezza delle tue penne, o corvo!
Quanta leggiadria hai nel corpo e nell'aspetto!
se tu avessi la voce, nessun uccello ti supererebbe».

E quello stolto, volendo mostrare la voce, lascia cadere dalla bocca il formaggio, che lestamente l'astuta volpe rapì con avidi denti.

Allora gemette lo stupido corvo ingannato.