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20090121

Favole?

I viandanti e il ladrone

Due soldati, essendosi imbattuti in un ladrone, uno fuggì via, l'altro invece non si mosse e si difese da valoroso. Ucciso il ladrone, il compagno pauroso accorre, impugna la spada, e poi gettando via il mantello grida: «Quà, ora gli farò sentire chi sono quelli che ha assalito.»
Allora quello che aveva lottato: «Avrei voluto che almeno con coteste parole m'avessi aiutato dianzi! Avrei avuto più coraggio prendendole sul serio. Ora riponi il ferro e anche la lingua egualmente inutile, ammesso pure che tu possa ingannare chi non ti conosca. Io che ho sperimentato con quanto coraggio tu fuggi, so quanto poco si deve credere al tuo valore.»

Questo racconto si deve applicare a colui che è forte nelle buona fortuna, e nell'avversa pauroso.


Il parto della montagna

Un monte stava per partorire mandando fortissimi lamenti, e grandissima era l'aspettativa della terra. E partorì un topolino.

Questa favola è scritta per te, che promettendo grandi cose, non cavi un ragno dal buco.


20081117

Vedi sotto

Sotto, a scelta:

L'adulazione è come l'acqua di Colonia: è da annusare, non da bere (losh Billings)

Nessuno merita lodi per la sua bontà, se non ha la forza di essere cattivo. (La Rochefoucauld)


La volpe e il corvo - Fedro

Chi si compiace di essere lodato da ingannevoli parole paga il turpe fio con tardivo pentimento.

Un corvo, volendo mangiare un pezzo di formaggio portato via da una finestra, mentre se ne stava su un alto albero, ecco che lo vede una volpe che senz'altro cominciò a dirgli:

«O qual'è la lucidezza delle tue penne, o corvo!
Quanta leggiadria hai nel corpo e nell'aspetto!
se tu avessi la voce, nessun uccello ti supererebbe».

E quello stolto, volendo mostrare la voce, lascia cadere dalla bocca il formaggio, che lestamente l'astuta volpe rapì con avidi denti.

Allora gemette lo stupido corvo ingannato.