20090913
Norimberga
Totalmente femminista in cui ogni uomo è un bastardo e ogni donna è una dea, è scritto a due mani da Adele Lang e Susi Rajah e si chiama: Come beccare un bastardo dal suo segno zodiacale.
Preferisco non riportare nessuno dei profili maschili descritti in cui vengono ampiamente riportati difetti, ossessioni, manie, piccoli accorgimenti per il riconoscimento, tipologie di seduzione, abbordaggio, "carico e scarico" del soggetto analizzato, perché non lo trovo equo e non potrei certo trascriverli tutti.
Posso però riportare (tanto per dare un'idea) le caratteristiche zodiacali generiche dei 4 elementi attribuite dalle autrici ai "bastardi".
Segni di fuoco (Ariete, Leone, Sagittario):
Siamo-Bollenti-Quindi-Zitta-E-Adoraci
Segni di Terra (Toro, Vergine, Capricorno):
Ciao-Siamo-Gli-Uomini-Più-Noiosi-In-Circolazione
Segni d'aria (Gemelli, Bilancia, Acquario):
Vi-Amiamo-Non-Vi-Amiamo
Segni d'Acqua (Cancro, Scorpione, Pesci):
Non-Odiateci-Siamo-Solo-Sciacquette
Pochi giorni fa è stato il mio compleanno e questo è il ritratto del mio segno. Se mi rispecchia? In effetti...
La Dea della Vergine
Dite un po': è vero, le storie d'amore sono difficili da tenere in ordine e gli uomini hanno sempre un mucchio di noiosissimi difetti. Ma in fondo pensate sia un vostro preciso dovere (e voi non siete di quelle che si sottraggono al dovere).
Cercheremo quindi di presentarvi le cose col massimo della chiarezza e dell'efficienza.
Non dovete far altro che accomodarvi sulle vostre lenzuola fresche di bucato e aspettare che l'amore arrivi.
Vi abbiamo organizzato un appuntamento con ognuno dei dodici bastardi, che verranno a voi in rigoroso ordine astrologico.
Ore 8,00. Forse non è proprio il soggetto migliore con cui cominciare. Un tantino opprimente, non è vero? È l'Ariete. Un barbaro, in effetti. Certo, capiamo benissimo che la prospettiva di tutti quei peli sparsi dentro al letto... Ma indubbiamente voi gli piacete... No, non crediamo sia disposto a tagliarsi almeno i peli del naso... Va bene: avanti il prossimo...
Ore 9,00. Sì, il Toro. Un ragazzo solido... No, ha chiesto solo se durante l'appuntamento si poteva avere la colazione... Il prossimo...
Ore 10,25. Questo è il Gemelli. Sì, è vero, è in ritardo di 25 minuti. No, non ci pare abbia una scusa valida. Sì, certo, pensiamo che sia anche capace di stare fermo e zitto, qualche volta. E no, non crediamo possa fare a meno di flirtare contemporaneamente con tutte noi, è nella sua natura. Avanti il prossimo...
Ore 11,00. Cancro. Un'animuccia vuInerabile. Due occhietti così tristi. No, in genere non esce molto... Dice che gli piace quando lo criticate perché gli ricordate tanto la mamma. Sì effettivamente è un po' pervertito... Avanti il prossimo...
Mezzogiorno in punto. Questo è il Leone. Dice che dovreste aver sentito parlare di lui, a quanto pare è famoso. Come dite? Non l'avete mai sentito nominare? No, non avete detto niente di sbagliato solo che lui è suscettibile su certe cose. Il prossimo...
Ore 12,55. Eccovi un Vergine. Sì, in effetti è molto puntuale - addirittura in anticipo. Niente male, no? Vi capiamo, dopo un po' darebbe sui nervi a chiunque. No, voi non siete affatto così. Il prossimo.
Ore 14,10. Bilancia. Simpatico e giovanile. Perché rimane lì sulla soglia? Ecco, a quanto pare non riesce a decidere se entrare o no. Il vostro aspetto gli piace, ma è terrorizzato all'idea che ci sia un'altra ragazza più attraente che riceve i pretendenti oggi da qualche altra parte... Sì, d'accordo con voi. Il prossimo…
Ore 15,15. Uno Scorpione. No, dice di essere venuto in ritardo apposta. No, per quanto ne sappiamo non è dotato di visione ai raggi x, e quindi non dovrebbe essere in grado di vedere attraverso la vostra camicia da notte. Lui le donne le guarda sempre così. Dice di essere venuto perché ha sentito che siete vergine... Certo, non poteva sapere che... il prossimo...
Ore 16,05. Sì, il Sagittario. Ecco, dovete perdonarlo, non l'ha rotto apposta quel vaso... e nemmeno quest'altro. No, non è pericoloso, è solo goffo. Pensiamo che potrebbe piacervi moltissimo se solo... Oh no, un altro vaso? Il prossimo...
Ore 17,00. Capricorno, in perfetto orario. Finalmente una persona affidabile - un uomo pratico, abituato a maneggiare i soldi. E anche lui vi trova perfetta. Se è romantico? Be', ecco... Il prossimo.
Ore 18-19. Ecco, a quest'ora avrebbe dovuto presentarsi l'Acquario. No, non sappiamo perché non si è nemmeno fatto vedere. Sì, probabilmente è meglio così. Il prossimo...
Ore 20,00. Pesci. Sì, è terribilmente dolce... e gentile... e romantico... Dice che siete la cosa più bella, più pura su cui abbia mai posato gli occhi. Sì, è davvero molto carino... Certo. Lui dice sempre cose del genere, ma non le pensa nemmeno per un secondo... tranne che in questo caso, ovviamente... No, non lo sappiamo dove sia andato adesso... e nemmeno se ritornerà.
Ecco, questo è tutto. Ancora una volta avevate ragione voi (come sempre, del resto): non sono degni di sporcarvi le mutandine. Meglio mantenervi come siete, un modello di virtù. No, non siete state assolutamente troppo selettive. Forse è meglio lasciar perdere.
E poi, per voi è già ora di rientrare in convento.
Fonte dell'immagine: http://www.dariamueller.com/articoli/mitoGreco_terra.html
20090910
20090726
Nature vive (e un intruso)
Gli zucchini gialli di PierLuigi (Cutigliano - PT)
Non ne avevo mai visti di questo genere, hanno un sapore più dolciastro rispetto agli zucchini tradizionali. Cucinarli trifolati è sempre una garanzia ma, assolutamente da provare, tuffati in una pastella a base di latte e farina e fritti.
La rosa di Rosalba (Migliorini - PT)
L'orto di Oriano e Anna (Campo Tizzoro - PT)
Da sinistra, in senso orario: pomodori ciliegini, cipolle, porri, fagiolini, zucche.
Pianta di zucca dell'orto di Oriano e Anna (particolare)
Si svolge a Le Piastre (PT) e le iscrizioni sono ancora aperte...
:)
20090702
Un giorno speciale
Questa mi è sembrata la più adatta, vuoi per il film che tanto mi è piaciuto, vuoi per il mio amore sconfinato per il pianoforte.
E anche se i suoi gusti al momento sono ancora incerti, spero che apprezzerà.
Se non amassi sarebbe tutto più semplice.
Ma se non amassi sarei un essere inutile e dannoso.
In un certo senso è un'arma a doppio taglio...
Il prezzo da pagare è altissimo ma (e qui nasce l'imbroglio), nel momento in cui conosci per la prima volta questo tipo di amore, non potrai più farne a meno, una catena di sofferenza, qualche rimorso e gioia smisurata.
Grande consolazione: una cosa buona nella mia vita sono riuscita a farla, per sempre e comunque vada.
Il regalo più grande che posso fare alla persona più rompicoglioni ed importante della mia vita?
La libertà, naturalmente.
Dio voglia che non mi lasci mai.
20090628
20090618
20090524
Final destination... mi sono riposata abbastanza?
Da allora non ho ancora smesso di giocare...
E continuo a perdere.
O no?
:)
Big in Japan

Tra la falce e la spiga c'è un rapporto più organico e concreto, meno teorico e astratto che tra la falce e il martello. E infatti invariabilmente, alla fine, in ogni rivoluzione tradizionale i contadini sono sempre finiti sacrificati agli interessi dell'industria.
Inoltre la falce e la spiga richiamano più immediatamente la profezia biblica sull'ultima ora della storia: in cui si trasformeranno le lance in falcetti.
E la paglia sola sta a rappresentare il contenuto e l'alternativa rivoluzionaria di questo libro.
Un regalo molto gradito è stato questo libro che mi ha incuriosito fin dal titolo.
L'invenzione di Masanobu Fukuoka, scienziato ma anche contadino, morto a 95 anni proprio l'anno scorso, è di una semplicità straordinaria perché si basa sul principio del "lasciar fare".
Ha dedicato la sua vita a sperimentare tecniche per provare che non solo è possibile, ma addirittura più redditizio, coltivare la terra senza diserbanti, fertilizzanti chimici, e nemmeno composti organici.
Una lettura scorrevole e facile, un libro "contemporaneamente pratico e filosofico" scritto non solo per gli amanti della natura (visto che torneremo tutti a "zappare"...).
PRESENTAZIONE
Come può essere politico un filo di paglia? è una domanda che sembrerà ridicola a un sacco di gente. Uomini, donne, vecchi, milioni di individui avidi o disgustati, eccitati o arrabbiati, ma tutti colpiti e legati al carro della storia, del capitale, delle grandi masse, dell'oppressione...
Borghesi, proletari, maschilisti, femministi, liberisti, socialisti, tutti in lotta per il potere. Il potere di un filo di paglia? no! e chi lo conosce? chi lo vede nemmeno un filo di paglia? Il potere è dei giornali, dei tribunali, dei laboratori scientifici, delle fabbriche, dei palazzi presidenziali e della tecnologia intellettuale, delle piazze ... delle maggioranze!
Ma la libertà non abita questi luoghi, cresce e cammina sulle ali delle rondini che godono di volare, nel respiro di un ciuffo d'erba che comunica al mondo la sua pace, la sua trasparente umiltà. La libertà si nasconde dentro le correnti delle leggi di natura, i comandi che il Creatore ha scritto nelle cose, quando ci ha fatti liberi persino di sfruttarle. Ecco perché sono leggi discrete e per sentirle bisogna fare silenzio e mettere l'orecchio vicino, vicino: parlano con un lieve mormorio. Un mormorio che diventa rombo o boato in poche occasioni, ma per un diluvio universale quanti secoli di date di battaglie?
La politica del filo di paglia è fuori della storia, è contro la storia, è prima e dopo la storia. La rivoluzione del filo di paglia è possibile a ciascuno di noi, per scelta.
Per Fukuoka bastano 1000 mq a persona per arrivare all'autosufficienza alimentare e se anche si dovessero ritoccare le cifre, il potere di questo pensare e lavorare «in piccolo» sarebbe più forte sia ideologicamente che operativamente di qualsiasi partito ad organizzazione eversiva e per di più gestibile solamente «dal basso» senza lauree, né diplomi.
Perciò quella del filo di paglia è una via per abolire il capitalismo e appropriarsi dei mezzi di produzione senza passare per la stanza dei bottoni e in questo è veramente rivoluzionaria.
Qualcuno potrà avanzare la facile obiezione che qui da noi il clima e la terra sono diversi dal Giappone. Ma l'ipotesi di Fukuoka non dà delle ricette assolute, indica una strada da battere per scoprire da noi nel nostro ambiente specifico lo stesso rapporto con la natura che lui ha trovato nella sua terra.
Questa seconda edizione vede la luce due anni dopo la prima e dopo il passaggio in Italia di Fukuoka stesso nel luglio del 1981.
L'interesse per l'agricoltura naturale è andato crescendo in questo periodo e i seminari, oramai leggendari, che Fukuoka ha tenuto a Ontignano, Milano, Montalto (RE) e Preganziol (TV), hanno portato nuova luce sia sul suo pensiero che sulla agricoltura che propone. Questa «Rivoluzione del filo di paglia» è apparso come un riassunto introduttivo di un discorso e di una pratica molto più ricca.
Fukuoka ha ormai completato il suo lavoro generale in tre volumi che porta il nome «MU», cioé «nulla». Il seminario di Ontignano iniziò con le presentazioni dei partecipanti. Quando venne il suo turno, Fukuoka disse:
«Mi chiamo Masanobu Fukuoka. Il senso del mio nome è: Masa=diritto; Nobu=fede; Fuku =felice; Oka=montagna.
Penso di non essere diverso da voi, ma ho trovato una piccola differenza fra voi e me. La piccola differenza è che voi volete imparare, io sono venuto per vuotarmi la testa da quello che ho imparato in Giappone, cioè nessuna preoccupazione mi segue.
Siccome voi non capite il giapponese e io non capisco l'italiano è come se parlassimo nel vuoto. é ottimo, perché tutto ciò che sta nel vuoto non pesa su di noi.
Sono felice di sentire la gentilezza che si respira qui fra di voi. C'è un'antica canzone. giapponese che dice '"Stiamo bene perché la luna è tonda" così è per noi.»
E questo è il senso più importante: lo spirito di vita, l'essere come fanciulli, l'agricoltura allora viene da sé.
Giannozzo Pucci, Ontignano, febbraio '83
LA RIVOLUZIONE DEL FILO DI PAGLIA
Fra i giovani che vengono a queste casette sul monte, ci sono quelli, poveri nel corpo e nello spirito, che hanno abbandonato ogni speranza. Io sono solo un vecchio contadino che si lamenta di non poter dar loro nemmeno un paio di sandali: ma c'è ancora una cosa che posso dare loro.
Un filo di paglia.
Raccattai un po' di paglia davanti alla baracca e dissi: «Da questo solo filo di paglia può cominciare una rivoluzione».
«Con la distruzione dell'umanità a portata di mano, speri ancora di poterti aggrappare a una pagliuzza?» domandò un giovane con una punta di amarezza nella voce.
Questa paglia sembra piccola e leggera, la maggior parte della gente non sa quanto sia pesante in realtà. Se sapessero il vero valore di questa paglia, questo filo potrebbe diventare abbastanza potente da muovere il paese e il mondo.
Quand'ero bambino c'era un uomo che viveva vicino al passo Inuyose. Sembrava che non facesse altro che caricare carbonella sul cavallo e portarla per due miglia circa di strada dalla cima della montagna al porto di Gunchu. Eppure diventò ricco. Se domandate come, la gente vi dirà che nel suo viaggio dal porto verso casa raccoglieva la paglia abbandonata, ferri di cavallo e il letame ai lati della strada e li buttava sul suo campo. Il suo motto era: «Tratta un filo di paglia come se fosse importante e non fare mai un passo inutile.» Lo rese un uomo ricco.
«Anche se bruciasse, non credo che questa paglia sarebbe capace di fare nemmeno una scintilla per cominciare una rivoluzione.»
Una brezza leggera mormorava attraverso gli alberi del frutteto, la luce del sole tremolava fra le foglie verdi. Cominciai a parlare dell'uso della paglia nella coltivazione del riso.
Sono passati quasi quarant'anni da quando ho capito quanto poteva essere importante la paglia nel coltivare il riso e l'orzo. A quell'epoca, passando nella provincia di Kochi per un vecchio campo di riso che era stato lasciato abbandonato e incolto per molti anni, vidi del giovane riso sano che vegetava su attraverso un groviglio di erbacce e paglia che si erano accumulate sulla superficie del campo. Dopo aver lavorato per molti anni sulle implicazioni di questo fatto saltai fuori a sostenere un modo completamente nuovo di coltivare il riso e l'orzo.
Credendo che questa fosse una maniera rivoluzionaria e naturale di coltivare, ne scrissi in libri e giornali e ne parlai alla televisione e alla radio dozzine di volte.
Sembra una cosa molto semplice, ma i contadini sono cosi fissati nel loro modo di pensare su come la paglia vada usata, che è poco probabile che accettino di cambiare. Spargere paglia fresca su un campo può essere rischioso perché il brusone del riso e lo sclerozio sono malattie sempre presenti nella paglia di riso. In passato queste malattie hanno provocato gravi danni, e questa è una delle ragioni principali per cui i contadini hanno sempre trasformato la paglia in composto prima di restituirla al campo. Anticamente una sistematica trasformazione della paglia di riso era praticata comunemente come misura preventiva contro la malattia del brusone, e vi furono tempi a Hokkaido in cui la completa bruciatura della paglia era richiesta per legge.
I minatori del gambo si annidano anche loro nella paglia per passarci l' inverno. Per prevenire un' infestazione da parte di questi insetti i contadini erano soliti compostare la paglia accuratamente tutto l'inverno per essere sicuri che sarebbe stata completamente decomposta per la primavera successiva. è per questo che i contadini giapponesi hanno sempre tenuto i loro campi così puliti e in ordine. La conoscenza pratica della vita quotidiana diceva che se i contadini lasciavano la paglia in giro, sarebbero stati puniti dal cielo per questa trascuratezza.
Dopo anni di sperimentazione, anche dei tecnici esperti hanno adesso confermato la mia teoria che spargere paglia fresca sul campo sei mesi prima di seminare è una cosa completamente sicura. Questo capovolge tutte le idee precedenti sull'argomento. Ma passerà molto tempo prima che i contadini diventino disponibili ad usare la paglia in questa maniera.
I contadini hanno lavorato secoli a cercare di aumentare la produzione di letame decomposto. Il Ministero dell Agricoltura dava una volta un premio come incentivo per incoraggiare la produzione di composto, e varie mostre con con corsi di produzione di composti organici erano tenute ogni anno. I contadini arrivarono a credere nel letame come se fosse la dea protettrice del suolo. Adesso c'è di nuovo un movimento per aumentare le concimazioni organiche, un composto «migliore», con lombrichi e starters per affrettare la fermentazione. Non c'è nessuna ragione per aspettarsi una facile accettazione della mia proposta che non è necessario preparare cumuli né composti, che tutto quello che è necessario è spargere per i campi paglia fresca non trinciata.
Viaggiavo verso Tokio, e guardando, dal finestrino del treno di Tokaido, ho visto come si è trasformata la campagna giapponese. Osservando i campi invernali, l'aspetto dei quali è completamente cambiato in dieci anni, sento una rabbia che non riesco ad esprimere. Il paesaggio precedente di campi puliti di orzo verde, astragalo cinese, e piante di rape in fiore (brassica campestris) non si vede più da nessuna parte. Invece, paglia mezza bruciata è ammonticchiata alla pioggia. Il fatto che questa paglia venga trascurata è una prova del disordine della moderna agricoltura. La nudità di questi campi rivela la sterilità dell'anima dell'agricoltore. Mette in dubbio la responsabilità dei dirigenti governativi, e chiaramente indica l'assenza di una saggia politica agraria.
L'uomo che diversi anni fa' parlò di una «pietosa fine» per la coltura dei cereali invernali, della loro «morte lungo la strada»: che cosa pensa adesso quando vede questi campi vuoti? A vedere d'inverno i campi sterili del Giappone non posso più continuare ad essere paziente. Con questa paglia io, da solo, comincerò una rivoluzione!
I giovani che erano stati a sentire in silenzio stavano adesso ridendo fino alle lacrime.
«Una rivoluzione di un uomo solo! Domani prendiamo un grande sacco di seme di orzo, riso e trifoglio e andiamo portandocelo sulle spalle, come Okuninushi-no-mikoto*, a spargere semi su tutti i campi di Tokaido.»
«Non è una rivoluzione di un uomo solo» risi, «è la rivoluzione di un solo filo di paglia!.»
Uscendo dalla casetta nella luce del sole pomeridiano, mi fermai un momento a guardare gli alberi del frutteto circostante carichi di frutta che stava maturando, e le galline che razzolavano fra le erbacce e il trifoglio. Allora iniziai la mia discesa verso i campi.
* Il leggendario dio giapponese della salute che va in giro spargendo buona fortuna da un grande sacco che si porta sulle spalle.
20090512
20090507
Festa della mamma 2009
E conoscendomi non si stupirà se Le dedico proprio questa...
:)

